CABER Magazine

TARTUFO_BIANCO_FIRST_CATEGORY.jpg

Il tartufo è un fungo ipogeo, cioè sotterraneo, che cresce tra le radici di alcune varietà di alberi, (come ad esempio quercia o nocciolo) a qualche cm di profondità, nelle sole zone di Italia, Francia e Spagna. Dal profumo inconfondibile e dal sapore intenso ed aromatico, è un vero e proprio imperatore tra le prelibatezze culinarie di tutto il Mondo.

A seconda della zona geografica, dal terreno e dall’albero sotto al quale viene ritrovato, si possono avere diversi tipi di tartufo:

 

-      TARTUFO BIANCO, originario della zona di Alba, in Piemonte. E’ il più celebre per sapore e rilevanza commerciale: dal colore che varia tra panna e verdastro, ha una polpa bianca o gialla con tipiche venature bianche dalle quali si sprigiona un profumo intenso ed aromatico.

 

-      TARTUFO NERO, originario della zona di Norcia in Umbria: colore esterno scuro e polpa chiara dal profumo intenso e fruttato, che ricorda un mix di terreno, fragole e cacao. Lo si può trovare anche nella zona della Dordogna francese.

 

-      TARTUFO NERO ESTIVO, originario della Francia e meno pregiato di quello invernale, ma ugualmente delizioso e versatile, questo tartufo ha un forte aroma di nocciola ed è estremamente apprezzato per le sue qualità gastronomiche. 

 

-      BIANCHETTO, originario della Toscana, Piemonte e Marche. Il suo profumo è diverso dal Bianco d’Alba perché è caratterizzato da note iniziali delicate che culminano in note finali molto forti che ricordano l’aglio. Cresce solitamente nei terreni calcarei e tra le conifere.

 

-      TARTUFO NERO INVERNALE, spesso confuso col nero di Norcia, in quanto crescono nello stesso tipo di terreno. E’marrone scuro ed ha una superficie tipicamente rugosa. Il suo sapore ricorda un mix tra cioccolato e terra e profuma di noce moscata. 

 

I cercatori di tartufi sono chiamati tartufai e si avvalgono dell’aiuto di una vanghina e dei loro fidati cani da tartufo per poter tracciare questo straordinario prodotto: fino al 1985, però, la legge italiana consentiva l’utilizzo anche dei maiali. Questa usanza è poi decaduta in quanto i maiali, sebbene dotati di un fiuto maggiore rispetto ai cani, adorano mangiare queste pepite prelibate ed è praticamente impossibile toglierle loro di bocca una volta che le inghiottono…

 

Poiché sono prodotti difficili da coltivare e reperire, i tartufi sono prodotti estremamente costosi: un tartufo di circa 1,5 kg è stato venduto lo scorso anno per 200.000 dollari; perciò, 2/3 gr. di scaglie di tartufo su un piatto, sono davvero una grossa porzione!

Se oggi è ritenuto il prodotto più pregiato che ci sia, anche in antichità la sua fama non era certo da meno: afrodisiaco, medicinale, simbolo di ricchezza, sono tra le caratteristiche che da oltre quattromila anni aleggiano sul tartufo.

 

I Babilonesi e gli Egiziani lo ritenevano un frutto sacro della terra dai poteri miracolosi. Il tartufo era apprezzato molto anche in Grecia, dove gli Antichi tramandavano la leggenda secondo cui fosse stato creato da un fulmine di Zeus scagliato contro una quercia, albero a lui sacro e spesso veniva consumato prima degli accoppiamenti amorosi per dare vigore. Sulle tavole dei Romani ci arrivò grazie alla tradizione culinaria Etrusca: il costo di questa prelibatezza era già molto elevato nell’Antica Roma, proprio perché era difficilmente reperibile.

Dopo un periodo di oscurantismo medievale, epoca in cui si riteneva fosse un fungo velenoso, venne riabilitato nel Rinascimento, quando in tutte le corti Europee divenne il cibo aristocratico per antonomasia, fino ai giorni nostri. 

Il tartufo dona il meglio di se consumato fresco sulle uova o sulle tagliatelle, ma se anche tu lo vuoi gustare tutto l’anno, assaggia le Specialità Caber a base di questa prelibatezza senza aggiunta di aromi artificiali : l’Olio al TartufoSalsa Bianca al Tartufo e Salsa tartufata ti aspettano nei tuoi negozi di fiducia, per rendere le tue pietanze degne di un banchetto imperiale!

CABER

Social Media