CABER Magazine

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"C’era una volta un irlandese ubriacone di nome Jack, che una sera si trovò al pub col Diavolo, venuto lì per portarlo all’Inferno. Il furbo Jack gli chiese come ultimo desiderio di trasformarsi in moneta per poter pagare la sua ultima bevuta: quando lo spirito infernale divenne moneta, lui lo intrappolò nel borsellino e per liberarlo si fece promettere dal Diavolo che non lo avrebbe mai preso all’Inferno. E così fu: quando Jack morì, anni e anni dopo, il Diavolo si ricordò della promessa e lo respinse facendolo errare come un’anima tormentata. Jack si lamentò che fosse freddo e buio ed il Diavolo gli donò una brace infernale, che lui mise all’interno di una rapa intagliata per usarla come lanterna e con la quale vaga ancora oggi alla ricerca di un luogo in cui riposarsi."


Avete letto bene: una rapa e non una zucca! Le prime Jack o’Lantern, lanterne tradizionali di Halloween, erano ricavate proprio dalle rape. Quando i pellegrini irlandesi sbarcarono in America portando con loro la tradizione di questa festa, dovettero però sostituire le rape, poco reperibili in quelle terre, con delle zucche. Oggi, in tutto il mondo, la lanterna tradizionale di Halloween è una zucca intagliata…con il totale disappunto dei coltivatori di rape! 

Nonostante Halloween oggi venga associato ai paesi anglosassoni, questa festa attinge le proprie radici anche da tradizioni nostrane: antichi Romani e Celti celebravano le festività per la fine dei raccolti e l’inizio dell’inverno proprio la notte del 31 ottobre, in cui si credeva che gli spiriti dei defunti tornassero sulla terra; le persone accendevano falò ed indossavano costumi per allontanare questi spiriti vaganti. Il giorno successivo, il 1 Novembre, era considerato il primo giorno dell’anno nuovo, fino a quando, nell’ottavo secolo, Papa Gregorio XIII assegnò tale data come festa per celebrare tutti i Santi e Martiri. La sera precedente era conosciuta come la Vigilia di Tutti i Santi, in inglese All Hallows’ Eve, divenuta poi nel tempo Halloween. 

Non dovrebbe pertanto stupire che molti paesini in Italia festeggino il 31 Ottobre con tratti molto simili a quelli dell’odierna festa di Halloween. La tradizione sostiene che i primi Cristiani, per celebrare e commemorare i propri morti, avrebbero vagato nei vari villaggi chiedendo un dolce chiamato pane d’anima: più dolci ricevevano, più preghiere recitavano in memoria dei defunti delle famiglie che avevano donato loro il pane d’anima.

Serra San Bruno, in Calabria, esiste la vecchissima tradizione del Coccalu di muortu. Dopo aver trasportato una zucca a guisa di un teschio, conosciuto in dialetto come coccaludi muortu, teschio del morto, i ragazzi del paese vagano per le strade brandendo le loro creazioni, bussando alla porta delle case o chiedendo alle persone per strada  “Mi lu pagati lu coccalu?” ovvero “Mi pagherai  per il teschio?”

Orsara di Puglia, nella notte tra il 1 e il 2 Novembre, si celebra l’antichissima festa del Fucacost(fuoco da una parte all’altra): davanti ad ogni abitazione, vengono accesi falò per illuminare la strada per i morti che, in quella notte, tornano a fare visita ai propri familiari. Il 1 Novembre, le zucche, chiamate cocce piratorje( teste del purgatorio) vengono decorate durante una tradizionale competizione che prende luogo nella piazza principale del paese.

In molti paesini di tutta la Sardegna, una vecchissima tradizione sopravvive da secoli: i bambini vagano da casa a casa chiedendo di fare del bene alle anime dei morti offrendo doni, con questa formula rituale: “ “Mi ddas fait is animeddas?” ovvero “Mi farai qualcosa per le piccole anime?”

Tra le celebrazioni più famose di Halloween in Italia, c’è quella di Triora, in provincia di Imperia, paese ligure conosciuto come “il paese delle Streghe”: infatti, tra il 1587 ed il 1589, questa cittadina ligure fu triste teatro di una caccia alle streghe nella quale oltre 200 donne  furono accusate di essere responsabili di continue piaghe, pioggia acida, stragi di bestiame e addirittura cannibalismo di neonati. Tra zucche, streghe e danze, questo paesino il 31 Ottobre si trasforma in una vera e propria festa a cielo aperto.

Anche a Corinaldo, nelle Marche, la festa di Halloween è una cosa seria. Ogni anno, tra il 27 ed il 31 Ottobre, questo piccolo paesino marchigiano diventa un vero e proprio parco a tema di Halloween: qualsiasi riferimento ad Halloween invade ogni angolo di questo borgo medievale, che è ancora circondato dalle storiche mura del 1300. 

Infine, una delle più importanti feste di Halloween in Italia, si tiene a Borgo a Mozzano in provincia di Lucca. Tra il 28 ed il 31 Ottobre, in tutte le strade del vecchio centro storico, si respirano atmosfere ispirate da molte leggende, racconti e misteri collegati al posto. 

Le occasioni sono davvero tante e ben distribuite dal nord al sud, per poter celebrare con le proprie famiglie un Halloween insolito e ricco di atmosfera. Non dovete fare altro che partire all'esplorazione delle tradizioni del nostro territorio!

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